contenzioso tributario
Contenzioso tributario

Il nostro studio offre servizi di assistenza ai contribuenti nelle controversie tributarie davanti alle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali; si avvale anche di legali esperti nel settore, per i ricorsi. 
 

Il contenzioso tributario è un procedimento a cui può ricorrere un contribuente che ritiene che un atto che è stato emesso nei suoi confronti non sia fondato o legittimo: si può trattare, per esempio, di una cartella di pagamento, di un avviso di accertamento, di un avviso di liquidazione e così via. Per dare il via al contenzioso, il contribuente non deve fare altro che rivolgersi alla Commissione tributaria provinciale del territorio di riferimento, in modo tale da chiedere l'annullamento dell'atto: annullamento che, a seconda delle circostanze, può essere totale o solo parziale. 
 

Per avviare un contenzioso tributario, è necessario proporre un apposito ricorso presso la Commissione tributaria provinciale competente: tale ricorso deve essere notificato nei sessanta giorni successivi a quello in cui l'atto impugnato è stato ricevuto dal contribuente. La notifica va inviata all'ufficio da cui proviene l'atto, tenendo conto che per le domande di rimborso che non hanno ricevuto una risposta dall'Agenzia delle Entrate i termini da rispettare si allungano e possono passare fino a novanta giorni a partire dalla data in cui la richiesta è stata presentata. Sempre a proposito di tempistiche, il periodo feriale che va dal 1° al 31 agosto comporta una sospensione dei termini. Affinché il ricorso possa essere considerato valido, esso deve riportare l'indicazione dell'atto impugnato, dell'ufficio contro il quale si propone il ricorso, dell'oggetto della domanda, delle ragioni per le quali il ricorso viene proposto, della Commissione tributaria alla quale è diretto, del codice fiscale del ricorrente, del nome del legale rappresentante del ricorrente e del suo indirizzo di posta elettronica certificata.

News in evidenza

15 settembre 2026

Acqua e caffè in ufficio: quando (e se) diventano un problema fiscale

La messa a disposizione di acqua e caffè ai dipendenti è una prassi aziendale così diffusa da apparire fiscalmente irrilevante, ma l'analisi della giurisprudenza mostra un quadro tutt'altro che lineare

15 settembre 2026

Quadro RR: è qui che si decide la sorte dei contributi INPS a credito

Con la dichiarazione dei redditi delle persone fisiche non si quantifica soltanto il credito contributivo maturato, ma si stabilisce anche il suo destino: compensazione tramite F24 o richiesta di rimborso

15 settembre 2026

Scioglimento della società di persone e accesso al forfetario per il socio superstite

Quando in una società di persone viene meno la pluralità dei soci e questa non viene ricostituita, la società si scioglie e l'attività può proseguire, in forma individuale, ad opera del socio rimasto

28 luglio 2026

Rottamazione-quinquies: quando si applica davvero la tolleranza dei 5 giorni

Il rispetto puntuale delle scadenze del piano di versamento resta la condizione essenziale per non perdere i benefici della definizione agevolata. Il D.L. 38/2026 ha rimesso in gioco la tolleranza dei 5 giorni

28 luglio 2026

Iva 2025: entro il 29 luglio l’ultima chance per la dichiarazione tardiva

Il termine ordinario per la presentazione della dichiarazione IVA relativa al periodo d'imposta 2025 era fissato al 30 aprile 2026. Chi non vi ha provveduto non deve però considerare la partita chiusa