Pannelli solari a terra in agricoltura
Il D.L. 63/2024 e il D.L. 175/2025 vietano l’installazione di impianti fotovoltaici tradizionali a terra su terreni agricoli, salvo per quelli agrivoltaici che consentono anche coltivazione o attività pastorali. Dal 2026, per gli impianti a terra, l’energia prodotta oltre 260.000 kWh/anno concorre al reddito d’impresa con le regole ordinarie.
Verifica del limite di ricavi per forfetari
Il limite di ricavi per il regime forfettario resta a 85.000 euro annui; chi inizia l’attività durante l’anno deve rispettare il limite proporzionato (ad esempio, 28.411 euro per chi avvia dal 1.09.2025). Entro il 31.12.2025 occorre verificare il rispetto del limite secondo il principio di cassa. Spesso si posticipa la fatturazione o il pagamento per non sforare, ma questa pratica può essere problematica in caso di incassi obbligati o contributi pubblici. Altre strategie come benefit e polizze sollevano dubbi di legittimità.
Decadenza e cessazione del CPB
Chi aderisce al concordato preventivo biennale (CPB) per il 2024-2025 o il 2025-2026 accetta il reddito proposto dall'Amministrazione Finanziaria, ma resta esposto al rischio che i dati reali differiscano da quelli previsti, rendendo la scelta più o meno vantaggiosa. In caso di decadenza dal CPB, occorre tassare il reddito più alto tra quello concordato ed effettivo, perdendo anche l'eventuale sanatoria per gli anni precedenti (2018-2022 o 2019-2023). Le cause di cessazione del CPB, indicate nell'art. 21 D.Lgs. 13/2024, fanno decadere il patto dal periodo d’imposta in cui si verifica la condizione. L’art. 19, c. 2 prevede ulteriori casi straordinari di cessazione anticipata.
Attività d’impresa presunta nelle locazioni brevi
Un emendamento alla legge di Bilancio 2026 prevede che l’attività imprenditoriale si presuma già con la locazione breve di almeno 3 case (non più 5), obbligando all'apertura della partita IVA e all’iscrizione alla Gestione Separata. Restano invariati i parametri della cedolare secca: 21% sul primo alloggio, 26% sui successivi. Non sono conteggiate le case gestite in sublocazione da comodatari o conduttori tramite piattaforme.
Detrazione Iva per fatture di fine anno
Con la fine dell’anno, è importante gestire correttamente le fatture ricevute tra dicembre 2025 e gennaio 2026 per detrarre l’Iva. Se la fattura arriva entro il 2025 ma non viene registrata subito, la detrazione resta valida per quell’anno, purché la registrazione avvenga entro il 30 aprile 2026 in una sezione separata e sia inclusa nella dichiarazione Iva del 2025. Se invece la fattura si riceve a gennaio 2026, la detrazione spetta al 2026, anche se è riferita all’anno precedente. In regime di pro-rata, eventuali detrazioni dovranno essere riviste. Principi simili valgono per importazioni e note di variazione. Tempistiche diverse da quelle indicate mettono a rischio la detrazione, poiché la dichiarazione integrativa è ora ammessa solo in caso di errore rilevante.
Novità del decreto semplificazioni
Dal 13.1.2025 sono in vigore, a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, le misure del D.Lgs. 4.12.2025 n. 186 su terzo settore, crisi d’impresa, sport e IVA. Tra le novità principali: proroga al 2036 dell’obbligo IVA, contabilità e fatturazione per enti benefici verso i propri associati. Inoltre, nelle procedure di concordato, la riduzione dei debiti non costituisce sopravvenienza attiva.
Conto termico 3.0 esteso agli enti del Terzo settore
Conto termico 3.0: enti del Terzo settore, cooperative sociali e di abitanti sono ora inclusi tra i beneficiari. Restano da definire gli effetti dell’assimilazione di questi soggetti alla pubblica amministrazione e come il Mase applicherà questo principio nelle nuove regole. Il decreto Mase 7.08.2025, pubblicato il 26.09.2025, disciplina la nuova edizione, eliminando le precedenti esclusioni riservate agli enti pubblici. Resta da chiarire la cumulabilità degli incentivi, le modalità di accesso tramite prenotazione e la possibile copertura totale delle spese con il Conto termico.