Congedi parentali e legge di Bilancio 2026
Dal 1° gennaio 2026, i congedi parentali saranno estesi anche a figli adottivi o in affidamento fino a 14 anni (ora 12). I permessi giornalieri non retribuiti per malattia di figli sopra i 3 anni passeranno da 5 a 10 giorni annui per ogni figlio fino a 14 anni (attualmente il limite è 8 anni). La retribuzione resta all’80% per i primi 3 mesi.
Assegno alle madri lavoratrici nella legge di Bilancio 2026
Dal 1° gennaio 2026 il bonus mamme per lavoratrici con almeno due figli aumenta da 40 a 60 euro mensili, mantenendo il limite di reddito annuo a 40.000 euro. L’esonero contributivo previsto è rinviato al 2027, mentre resta il bonus esente da tasse e Isee per madri con due figli (fino ai 10 anni del più piccolo) o almeno tre figli (fino ai 18 anni del più giovane) con contratti non a tempo indeterminato o lavoro autonomo. Sono esclusi i lavori domestici; sono invece inclusi i rapporti intermittenti e somministrati. Le somme relative al periodo gennaio-novembre 2026 saranno pagate in un’unica soluzione a dicembre 2026.
Nuove regole sulle donazioni
La legge sulle semplificazioni (L.182/2025) modifica le regole sulle donazioni, con effetti anche per il Terzo settore. Il legislatore ha innovato la disciplina dei beni donati, superando l'azione di restituzione prevista dal Codice civile, che limitava la circolazione degli immobili. Ora, chi acquista un immobile da un donatario ne mantiene definitivamente la proprietà; l’azione di restituzione può essere esercitata solo contro il donatario, che resta tenuto a compensare in denaro il legittimario eventualmente pretermesso.
Investimenti 4.0 e iperammortamento nella legge di Bilancio 2026
Gli investimenti 4.0 realizzati nel primo semestre 2026 possono usufruire dell’iperammortamento se prenotati entro fine 2025, a meno che non beneficino dei crediti d’imposta previsti dalla legge 207/2024 (art. 1, c. 446). La nuova norma di coordinamento nella legge di Bilancio 2026 supera quanto indicato dalla circolare 9/E/2021 sulla transizione tra precedenti agevolazioni. In assenza di crediti d’imposta, conta solo la data di esecuzione dell’investimento, non l’ordine al fornitore. Il c. 427 della legge di Bilancio 2026 introduce una maggiorazione deducibile del costo per ammortamenti e leasing su beni materiali e immateriali 4.0 effettuati dal 1.1.2026 al 30.9.2028, oltre agli investimenti in beni per l’autoproduzione di energia rinnovabile prodotti in UE o SEE. Le aliquote di maggiorazione sono: 180% fino a 2,5 milioni, 100% da 2,5 a 10 milioni e 50% tra 10 e 20 milioni, ma resta da chiarire se i limiti siano annuali o per tutto il periodo. Valgono i criteri fiscali dell’art. 109 Tuir; per i beni in appalto rileva l’ultimazione, per gli acquisti la consegna. La regola transitoria esclude la sovrapposizione dei benefici con i crediti d’imposta c. 446 qualora utilizzati, mentre le prenotazioni 2025 impediscono l’iperammortamento solo se generano quei crediti. In mancanza, gli investimenti dal 2026 al settembre 2028 restano agevolabili indipendentemente dalla data d’ordine.
Ritenuta d’acconto per intermediari nella legge di Bilancio 2026
Dal 2026 la legge di Bilancio estende la ritenuta anche ai settori dell’intermediazione su viaggi, marittima/aerea e petrolifera, finora esclusi. Secondo l’art. 25-bis Dpr 600/1973, ora la ritenuta (23%) si applica al 50% delle provvigioni (11,5%) se l’intermediario è senza dipendenti, o al 20% (4,6%) se ne ha. L’obbligo scatta sulle provvigioni pagate dal 1° marzo 2026; la dichiarazione per il regime ridotto va comunicata al committente. Se l’intermediario trattiene la provvigione, deve comunque versare la ritenuta al committente dal mese successivo. La misura punta a far emergere l’evasione, ma comporta notevoli oneri amministrativi soprattutto in rapporti già regolati con grandi imprese, come chiarito dalla circolare 7/E/24.
Impianti fotovoltaici a terra nella legge di Bilancio 2026
Gli impianti fotovoltaici a terra saranno tassati secondo il regime ordinario solo se l'installazione termina dopo il 31.12.2025, come previsto dalla legge di Bilancio 2026 che modifica il D.L. 63/2024. Il nuovo c. 423-bis stabilisce che per gli impianti a terra oltre i 260.000 kWh annui il reddito sarà d'impresa, mentre la determinazione forfettaria resta per impianti su tetto, agrivoltaici e biogas. La limitazione si applica agli impianti registrati come "realizzati" nel sistema Gaudi dopo tale data. Rimane il problema di una disciplina che può risultare penalizzante per alcuni operatori, ma la norma chiarisce meglio i requisiti applicativi.
Autoimpiego per imprese tech e green
Il decreto Milleproroghe posticipa al 2026 la scadenza degli incentivi per i giovani che avviano attività nei settori della transizione tecnologica e ambientale, introdotti dal Decreto Coesione. Le domande erano disponibili dal 28 novembre 2025 dopo un notevole ritardo.