Limiti all’utilizzo dei crediti fiscali dal 2026
La legge di Bilancio 2026 riduce da 100.000 a 50.000 euro il limite massimo di debiti scaduti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione che blocca le compensazioni orizzontali dei crediti fiscali (esclusi quelli previdenziali). Il nuovo limite vale per gli F24 trasmessi dal 1 gennaio 2026, non per quelli inviati nel 2025 ma addebitati nel 2026. Nel calcolo rientrano solo i debiti scaduti senza sospensioni o dilazioni regolari.
Conferimento di un terzo al trust
Soggetti diversi dal disponente possono incrementare il fondo in trust aderendo alle sue finalità. Questi trasferimenti non hanno rilevanza fiscale, perché sono atti esecutivi dei fini di segregazione e destinazione: il trustee riceve i beni senza arricchirsi, quindi manca il presupposto per l’imposizione.
Bonus casa 2026 ancora su due livelli
La legge di Bilancio 2026 mantiene i bonus edilizi del 2025, evitando ulteriori tagli. Per l’abitazione principale la detrazione resta al 50%, altrimenti al 36%. Si confermano: bonus mobili ed elettrodomestici (limite 5.000 €), manutenzione ordinaria agevolata solo sulle parti comuni, ecobonus e sismabonus potenziati per le parti comuni, nessun obbligo di salto di classe sismica, risparmio energetico su tutti gli immobili, maggiorazioni anche per nuda proprietà “prima casa”. Detrazione al 110% solo aree terremotate; interventi anti-barriere architettoniche con il 50%.
Fondo “prima casa” per giovani coppie e legge di Bilancio 2026
Il Fondo di garanzia “prima casa” finanzia l’acquisto di immobili per giovani coppie, famiglie monogenitoriali con figli minori, conduttori di alloggi degli IACP e giovani under 36. Gli impegni di garanzia sono soggetti a un limite annuo stabilito dalla legge di bilancio, che considera anche le esposizioni precedenti. Per il 2026 il tetto massimo è di 43 miliardi di euro.
Modifiche Isee con la legge di Bilancio 2026
Le nuove regole Isee modificano le scale di equivalenza premiando le famiglie numerose: 0,1 per 2 figli, 0,25 per 3, 0,40 per 4 e 0,55 per almeno 5 figli. La maggiorazione di 2.500 euro dell’assegno unico sarà anticipata dal secondo figlio. Cambiano anche i criteri dell’Isp, con l’esclusione della casa di abitazione fino a 91.500 o 120.000 euro nei capoluoghi metropolitani (rispetto agli attuali 52.500 euro). Saranno inclusi nel reddito Isee giacenze in valute estere, criptovalute e rimesse. Dal 2026 la DSU precompilata diventerà prioritaria tramite Caf. Queste novità avranno impatto su misure come assegni di inclusione, formazione, assegno unico, bonus asilo nido e sostegno alle mamme. Le stime prevedono circa il 2% di beneficiari in più (14.000 nuclei), 10 euro in più al mese per l’assegno unico (soprattutto a chi ha più figli e casa di proprietà) e fino a 61 euro in più per il bonus asilo nido, potenzialmente aiutando 12.000 famiglie.
Incentivi alle imprese
La riforma degli incentivi alle imprese fa parte del Pnrr italiano ed è gestita principalmente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il Codice è il primo di due decreti previsti; il secondo dettaglierà misure da razionalizzare per eliminare sovrapposizioni, soprattutto con quelle regionali. La riorganizzazione esclude gli incentivi fiscali automatici che non richiedono valutazioni, come quelli 4.0 e 5.0, e quelli su accise e contributi. Per incentivi cofinanziati dall’Ue, il Codice si applica solo se compatibile con le regole vigenti. Tra le cause di esclusione dagli aiuti figurano violazioni contributive e assicurative, eccetto per incentivi automatici e contributivi. Almeno il 60% delle risorse deve essere destinato alle PMI, di cui il 25% a micro, piccole imprese o lavoratori autonomi.
Fiscalità del Terzo settore
Il D.Lgs. 186/2025 ha armonizzato il regime IVA per gli enti del Terzo settore, equiparato il trattamento fiscale tra imprese sociali in forma societaria e cooperative sociali, e prorogato di dieci anni l'esclusione IVA per le associazioni. Le attività di interesse generale restano non commerciali se svolte gratuitamente o con corrispettivi inferiori ai costi effettivi, salvo un margine positivo entro il 6% per massimo tre anni consecutivi (art. 79). Un ente diventa commerciale se i ricavi da attività commerciali superano quelli non commerciali (art. 79). Il reddito d’impresa degli enti non commerciali è calcolato su base forfettaria con diversi coefficienti (art. 80). Organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale accedono a un regime forfettario con soglie e franchigia IVA (art. 86); alcune attività sono decommercializzate ed esenti IRES (artt. 84-85). L’esclusione IVA per gli enti associativi è prorogata al 31 dicembre 2035 (art. 6). Le esenzioni fiscali vengono allineate alla direttiva UE: si applicano anche alle Onlus e agli ETS, esclusa parte delle imprese sociali; prevista l’IVA agevolata al 5% per servizi sanitari e assistenziali di specifiche imprese sociali.