21 settembre 2026

Concordato preventivo biennale

Il Cndcec e l'Agenzia delle Entrate hanno predisposto una guida operativa sul CPB che illustra le novità del D.Lgs. 148/2026. Il chiarimento principale: l'adesione priva dei requisiti richiesti non decade, ma è originariamente inefficace, separando così le cause di esclusione dall'accesso da quelle di perdita successiva degli effetti. Restano numerose le cause di esclusione: omessa dichiarazione dei redditi in almeno uno dei 3 anni precedenti, alcune condanne penali, redditi esenti o esclusi oltre soglia, ingresso nel forfetario nel primo anno concordatario e alcune operazioni straordinarie.

21 settembre 2026

Codice doganale europeo

Il nuovo Codice doganale europeo, approvato dal Parlamento UE il 16.09.2026, introduce la figura del Trust and check trader (T&C), accanto all'Aeo. Gran parte delle nuove regole entrerà in vigore gradualmente, a partire da 12 mesi dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Entra invece subito in vigore la nuova handling fee europea sui piccoli pacchi extra-UE, applicabile entro novembre, che si aggiunge al dazio fisso di 3 euro già operativo da luglio. L'importo sarà fissato dalla Commissione UE e aggiornato ogni due anni.

21 settembre 2026

Contributi artigiani e commercianti esclusi su utili a riserva

La Cassazione, con 10 sentenze conformi (17.09.2026, nn. 25465-25467, e 16.09.2026, nn. 25377-25383), ha escluso gli utili accantonati a riserva dalla base imponibile contributiva Inps dei soci lavoratori artigiani o commercianti di Srl non trasparenti, perché estranei ai redditi dichiarati ai fini Irpef. Resta da chiarire come l'Inps determinerà il reddito da assoggettare a contribuzione al momento della distribuzione del dividendo, dato che il dividendo civilistico (tassato al 26%) differisce dal reddito d'impresa Ires, influenzato dalle riprese fiscali (es. iperammortamento). Diversa resta inoltre la disciplina previdenziale di Srl trasparenti, Snc, Sas e imprese individuali, basata sul reddito d'impresa.

14 settembre 2026

Assegno di separazione e assegno divorzile

Fino alle sentenze della Cassazione n. 11504/2017 e n. 18287/2018, l'assegno di separazione e quello divorzile erano governati dal criterio del tenore di vita matrimoniale, per cui la crisi del matrimonio non doveva incidere sul livello economico maturato durante la vita coniugale. Con la sentenza n. 11504/2017 tale criterio viene abbandonato per l'assegno divorzile, affermandone la funzione esclusivamente assistenziale, dovuto solo al coniuge privo di mezzi sufficienti per l'indipendenza economica. Con la n. 18287/2018 si attribuisce all'assegno anche una funzione compensativa e perequativa: esso deve tenere conto degli eventuali sacrifici professionali e reddituali di un coniuge per dedicarsi alla famiglia o favorire la carriera dell'altro, così da compensare, oltre allo stato di bisogno, lo squilibrio patrimoniale prodotto dalle scelte familiari comuni.

14 settembre 2026

Cessione di quote

Nel passaggio generazionale delle imprese familiari, i profili fiscali variano a seconda della scelta effettuata. Nel trasferimento alle nuove generazioni rilevano soprattutto le imposte indirette, in particolare l'imposta sulle successioni e donazioni. L'esenzione per i trasferimenti a coniuge e discendenti di aziende, quote e azioni richiede: per aziende o rami, la prosecuzione dell'attività per almeno 5 anni; per quote e azioni di società di capitali, l'acquisizione o integrazione del controllo di diritto (art. 2359 c.c.), da mantenere per 5 anni; per altre quote sociali, il mantenimento della titolarità per 5 anni. Nelle riorganizzazioni finalizzate a eventi di realizzo sono invece centrali le imposte dirette e la scelta tra cessione d'azienda e cessione di partecipazioni. In quest'ultimo caso rileva soprattutto l'applicabilità della participation exemption, che esenta da Ires il 95% della plusvalenza per le società di capitali (art. 87 Tuir): è quindi essenziale verificare per tempo i requisiti Pex. Sull'allocazione tra le immobilizzazioni finanziarie, la Cassazione (ordinanza n. 11695/2026) ha precisato, in ottica antielusiva, che non conta solo la durata dell'investimento ma soprattutto la sua destinazione strategica, desumibile dalle decisioni degli amministratori e dalla concreta capacità della società di detenerlo nel lungo periodo.

14 settembre 2026

Controlli sui crediti d’imposta formazione 4.0

L'Agenzia delle Entrate intensifica i controlli sui crediti d'imposta formazione 4.0, ma in alcuni casi con un'impostazione restrittiva discutibile: certi uffici richiedono, pena il disconoscimento, che alla formazione si accompagnino investimenti in beni strumentali 4.0 agevolabili con il credito Transizione 4.0. Secondo l'Agenzia, se l'impresa forma il personale su tecnologie abilitanti senza aver acquisito i beni cui quelle competenze si riferiscono, la formazione non sarebbe "vera" né riconducibile al Piano Impresa 4.0, e quindi non meriterebbe il credito.

14 settembre 2026

Nuovo ravvedimento speciale solo per chi rinnova l’adesione al CPB

Il ravvedimento speciale legato all'opzione per il concordato preventivo biennale (art. 29 D.Lgs. 148/2026) ricalca opportunità simili del passato, ma con un vincolo importante: la sanatoria per il 2020-2023 è riservata ai soggetti Isa che "rinnovano l'adesione" per il biennio 2026-2027. Diversamente dal passato, quindi, non basta aderire al Cpb entro il 2.11.2026: occorre aver già aderito anche per il biennio 2024-2025.

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