Iva in edilizia
Nell'individuare la corretta aliquota Iva sui lavori edilizi, spesso si fa riferimento generico alla "ristrutturazione", mentre è fondamentale la precisa qualificazione dell'intervento secondo le definizioni del Testo Unico dell'edilizia (art. 3 Dpr 380/2001). È quindi consigliabile che la pratica edilizia richiami esplicitamente la tipologia dei lavori e la relativa norma: se l'impostazione fiscale è coerente con il titolo edilizio, difficilmente vi saranno contestazioni dal Fisco. Per il reverse charge nel settore edile, gli errori di aliquota possono riguardare gli acquisti di fabbricati con opzione per l'imposizione Iva del cedente o le prestazioni rientranti nell'art. 17, c. 6, lett. a) e a-ter) Dpr 633/1972: spetta al cessionario/committente, quale debitore d'imposta, individuare la corretta misura del tributo una volta accertata l'inversione contabile.
Bonus edilizi e bonus mobili nella legge di Bilancio 2027
Il Governo valuta il ritorno dell'ecobonus potenziato al 65% per infissi, pompe di calore, condizionatori, sistemi ibridi, solare termico, schermature e cappotti, nell'ambito della flessibilità di bilancio da 14 miliardi legata alla transizione energetica. Un premio rispetto agli attuali sconti fiscali, che segnerebbe un ritorno al passato. Nella manovra rientra anche il rinnovo di agevolazioni esistenti, come il bonus mobili.
Incentivi a sostegno dell’imprenditoria
Dopo il riordino degli incentivi, che ha eliminato decine di micro-misure, restano cinque gruppi di aiuti statali alle imprese gestiti dal Mimit. Come evidenzia la circolare Assonime 11.09.2026, n. 21, il D.Lgs. 138/2026 (in vigore dal 18.08.2026) ha mantenuto il sostegno ai contratti di sviluppo, agli Ipcei, al Fondo per il venture capital, al Fondo di garanzia per le Pmi, alla Nuova Sabatini e ai finanziamenti agevolati per l'aerospazio (L. 808/1985). È stato inoltre istituito un "contenitore", il Fondo per la crescita sostenibile (D.L. 83/2012), che diventa lo strumento centrale del Mimit dopo l'abrogazione delle misure minori, articolato in quattro sezioni: ricerca, sviluppo e innovazione (che mantiene gli Ipcei); start-up d'impresa (comprese cooperative e imprenditoria giovanile/femminile); investimenti per la transizione verde e digitale (che mantiene i Contratti di sviluppo); accesso al credito e al mercato dei capitali (che mantiene il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali). I decreti Mimit che definiranno la disciplina delle diverse sezioni del Fondo saranno adottati entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge di Bilancio 2027, salvo proroghe.
Nuova disciplina del sistema dei finanziamenti alle start-up innovative
Il decreto 13.07.2026 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiorna le regole del finanziamento agevolato "Smart&Start Italia", aprendo alle imprese estere e agli investitori anche extra Ue, semplificando la valutazione dei piani d'impresa e modificando le regole per la trasformazione del prestito in contributo a fondo perduto. Il tutoraggio tecnico-gestionale viene esteso alle start up costituite da non più di 36 mesi (anziché 12), tra i requisiti d'accesso entra l'obbligo assicurativo contro calamità ed eventi catastrofali, e per i piani d'impresa sotto 250.000 euro sono previsti criteri di valutazione semplificati.
Tax Control Framework
Il Tax Control Framework, quale area del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, nel governare la variabile fiscale deve presidiare anche il possibile coinvolgimento in frodi fiscali. Ne consegue l'esigenza di una sua effettiva integrazione con il Modello di Organizzazione e Controllo ex d.lgs. 231/2001, sui perimetri sovrapponibili. Su questo interviene l'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 6/E/2026 (parte speciale, par. 3.1). La prevenzione delle frodi rientra negli impegni del Codice di Condotta ex D.M. 29.04.2024 (2.8) e integra la strategia fiscale (Linee Guida AdE TCM, par. 5 c); tale integrazione permea l'intera disciplina attuativa, in particolare l'architettura generale del Tax Compliance Model (Linee Guida, par. 6.4-6.8), la policy sul rischio interpretativo e i controlli "company level" (Allegati 1 e 2 alle Linee Guida).
Intimazione di pagamento
Una nuova ondata di intimazioni di pagamento sta raggiungendo molti contribuenti italiani, chiamati a regolarizzare la propria posizione entro soli 5 giorni, decorsi i quali l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può riattivare l'esecuzione forzata. A differenza dei 60 giorni ordinari della cartella, questa finestra ridottissima impone decisioni immediate. Disciplinata dall'art. 50 Dpr 602/1973, l'intimazione di pagamento è notificata quando, trascorso oltre un anno dalla cartella senza avvio dell'esecuzione, si ordina di adempiere entro 5 giorni. Non è un semplice sollecito, ma l'ultimo atto prima dell'espropriazione forzata: può precedere il pignoramento di conti correnti, crediti commerciali, stipendi o pensioni. Per un'impresa l'impatto può essere immediato: il blocco di conto corrente o crediti può sottrarre liquidità necessaria per dipendenti, fornitori, imposte e rate bancarie, mettendo in crisi anche un'azienda economicamente sana.
Cooperative compliance
Le società nel regime di adempimento collaborativo valgono oltre 1.000 miliardi. Il regime offre alle imprese aderenti la possibilità di investire in un quadro di maggiore prevedibilità e stabilità con le Entrate.