Nuove regole Inail sulle dilazioni fino a 60 rate mensili
Dal 9.05.2026 entrano in vigore le nuove regole Inail per dilazioni fino a 60 rate mensili di debiti per premi, sanzioni e interessi non ancora a ruolo, in caso di temporanea difficoltà economico-finanziaria. La rateazione riguarda debiti scaduti e correnti; la rata (con interessi) non può essere inferiore a 150 euro. La procedura si conclude in 15 giorni, utile anche per le regolarizzazioni ai fini Durc. Regolamento Inail (delibere n. 2/2026 e n. 57/2026), circolare 8.05.2026 n. 19.
Deposito bilancio 2025 con istanza XBRL
Deposito bilanci 2026: per l’istanza XBRL va usata la tassonomia “2018-11-04”. La pratica include bilancio e, ove richiesti, Stato patrimoniale, Conto economico, Rendiconto finanziario e Nota integrativa; gli altri allegati (es. Relazione sulla gestione/collegio sindacale) vanno in PDF/A. Le specifiche sono nel “Manuale operativo per il deposito bilanci al Registro delle Imprese” (Unioncamere, 4.05.2026). Il deposito è obbligatorio per società di capitali e cooperative e la sua omissione può portare allo scioglimento per inattività assembleare. L’istanza si può predisporre con software di mercato o strumenti gratuiti su Registroimprese.it; in alternativa, tramite il nuovo Telemaco (Infocamere), con applicativo gratuito da foglio di calcolo.
Detrazioni fiscali nei modelli precompilati
Dichiarazione dei redditi PF 2026: l’Agenzia delle Entrate avvia una consulenza fiscale. In mancanza di opzione in dichiarazione, per redditi oltre 75.000 euro sare0 il Fisco a scegliere le detrazioni pif9 convenienti. Effetto delle nuove regole dellart. 16-bis Tuir, in vigore dal 1.01.2025.
Modelli precompilati e affitti
La precompilata gestisce con difficoltà gli affitti brevi: con più immobili, i redditi comunicati dagli intermediari in Certificazione Unica non vengono agganciati all’immobile locato e confluiscono genericamente nel quadro fabbricati, richiedendo correzioni del locatore. Criticità anche per i comproprietari che locano tramite intermediari (non portali come Airbnb e Booking): con CU separate, nel quadro fabbricati può comparire solo la quota attribuita all’intestatario della singola CU, non l’intero reddito della locazione (<30 giorni). Più lineare, invece, il caso di redditi da locazioni brevi imputati a sublocatori e comodatari, riportati tra i redditi diversi.
Riforma fiscale accertamento
Occorre attuare, anche con interventi normativi, la delega fiscale sull’accertamento per dare certezza ai termini di rettifica ed evitare oneri probatori non previsti dalla legge, specie per: componenti pluriennali, scostamenti tra corrispettivo e valore normale e società a ristretta base. Lo segnala il documento “Accertamento tributario e certezza del diritto nella prospettiva della legge delega n. 111/2023” (CNDCEC e FNC), che richiama l’art. 17 L. 111/2023, ancora in larga parte inattuato, e approfondisce tre profili chiave in materia di accertamenti.
Semilavorati in oro con regime Iva ordinario
Le modifiche alla L. 7/2000 introdotte dal D.Lgs. 211/2024 riaccendono il tema dell’IVA sulle cessioni di componenti aurifere e dei relativi adempimenti (UIF, antiriciclaggio, iscrizione OAM). La legge, infatti, include nel “materiale d’oro industriale” anche semilavorati definiti come prodotti finiti o semifiniti non destinati a uno specifico uso, ma da inserire in oggetti compositi. In base a una lettura letterale, componenti come moschettoni, chiusure e anelli a molla (funzionali solo dopo l’assemblaggio) potrebbero essere trattati come semilavorati, con reverse charge ex art. 17, c. 5, DPR 633/1972 e correlati obblighi. L’Agenzia delle Entrate, però, in risposta ad Antico, ritiene che assemblaggio e montaggio non siano lavorazione/trasformazione: tali componenti vanno quindi considerate prodotti finiti, soggetti a IVA ordinaria. Un orientamento analogo è stato confermato informalmente dal MEF; ne consegue che i loro commercianti non sono tenuti né agli obblighi della L. 7/2000 (dichiarazioni in oro e OAM) né a quelli antiriciclaggio del D.Lgs. 231/2007.
Impianti fotovoltaici
Per gli impianti fotovoltaici a terra (1°-4° Conto Energia) il decreto bollette (D.L. 21/2026), oltre allo spalma-incentivi, prevede la possibile uscita anticipata dagli incentivi in caso di rifacimento integrale con aumento di potenza. La misura richiede valutazioni anche fiscali per le imprese agricole: in base all’art. 5 D.L. 63/2024, per gli impianti a terra entrati in esercizio dal 1.01.2026 l’energia eccedente 260.000 kWh annui (quota inclusa nel reddito agrario) concorre al reddito d’impresa secondo le regole ordinarie, con esclusione del regime forfettario al 25% (art. 1, c. 423 e nuovo c. 423-bis, L. 266/2005). La disciplina riguarda i FV a terra “tradizionali” ed esclude agrivoltaici e impianti integrati su strutture aziendali esistenti, se i lavori sono completati dopo il 31.12.2025 (art. 1, c. 16, legge di Bilancio 2026); fa fede, a tal fine, la registrazione in GAUDÌ Terna.