Incentivi agli investimenti delle imprese
La Legge di Bilancio 2026 prevede un incentivo per le aziende che investono in beni strumentali 4.0 e impianti per energie rinnovabili europei, inclusi quelli fotovoltaici. L’incentivo, che sostituisce il credito d’imposta, si traduce in una maggiorazione degli ammortamenti secondo la logica 5.0, favorendo sostenibilità ed efficienza energetica. Le imprese potranno ottenere un beneficio fiscale pari al 52% dell’investimento. Il credito d’imposta nella Zes unica Mezzogiorno durerà tre anni, con importo definito annualmente, per investimenti dal 1/01/2026 al 15/11/2028.
Nuovo piano Transizione 5.0
Il disegno di legge di Bilancio rivede gli incentivi agli investimenti delle imprese con il piano “Transizione 5.0”, sostituendo i crediti d’imposta con maxi-ammortamenti. Si prevede di ampliare l’elenco dei beni agevolabili, includendo nuove tecnologie come intelligenza artificiale e cybersecurity. Le aziende dovranno inviare comunicazioni telematiche standardizzate tramite una piattaforma dedicata. Il Ministero intende semplificare queste procedure, eliminando l’obbligo di dimostrare la riduzione dei consumi energetici richiesto dal precedente piano.
Responsabilità degli amministratori per la sicurezza informatica
Assonime, nella circolare 4.11.2025 n. 23, analizza il D.Lgs. 138/2024 che recepisce la direttiva UE 2022/2555 sulla sicurezza informatica, sottolineando il diretto coinvolgimento degli organi amministrativi. Gli amministratori sono personalmente responsabili se l’azienda non rispetta gli standard previsti. Gli obblighi principali riguardano pianificazione, monitoraggio e formazione; tali responsabilità ricadono sull’amministratore unico o, in caso di Cda senza deleghe, su tutti i componenti. Deleghe di gestione possono essere attribuite a uno o più amministratori, fermo restando il potere di verifica del consiglio. La responsabilità e le sanzioni per mancato adempimento spettano agli amministratori delegati alla cybersicurezza, mentre i non esecutivi rispondono se non hanno impedito illeciti noti.
Pec amministratori diversa da quella della società
Il D.L. 159/2025 stabilisce che il domicilio digitale degli amministratori deve essere diverso da quello dell’impresa, in contrasto con la precedente prassi che permetteva di usare la Pec della società per gli amministratori secondo la legge di Bilancio 2025.
La nuova rottamazione fa cumulo con la composizione negoziata
L’art. 23 del disegno di legge Bilancio 2026 introduce una nuova edizione della rottamazione fiscale e previdenziale, simile a quella prevista dalla L. 197/2022, ma con un perimetro più ristretto, maggiori dilazioni di pagamento e accesso anche alle imprese in crisi. Per le somme soggette a procedure di composizione negoziata, si applica la disciplina dei crediti prededucibili, assicurando equilibrio tra benefici per il debitore (eliminazione di sanzioni, interessi e aggio) e tutela degli interessi dell’erario.
Benefici più lunghi con l’iperammortamento
La legge di Bilancio 2026 reintroduce l’iper ammortamento, sostituendo il credito d’imposta Transizione 4.0 e mantenendo parziale continuità con il Transizione 5.0. L’iper ammortamento offre vantaggi economici superiori ai crediti d’imposta precedenti, ma rende più lenta la fruizione del beneficio per le aziende, poiché funziona come incremento sul costo dell’investimento e aumenta la quota annuale deducibile. La riduzione dell’Ires o Irpef avviene così in modo automatico e graduale lungo tutto il periodo di ammortamento fiscale secondo i coefficienti stabiliti.
Piano di sovraindebitamento e imprenditore cancellato
La modifica al Codice della crisi limita la ristrutturazione ex art. 67 solo ai debiti di natura consumeristica, escludendo quelli promiscui o misti. Di conseguenza, anche l’imprenditore individuale cancellato con vecchi debiti d’impresa non può più accedere a questo strumento, indipendentemente dalla sua situazione attuale.