Rateizzazione plusvalenze dal 2026
La bozza di legge di Bilancio 2026 consente di rateizzare in 3 anni le plusvalenze da cessione di beni strumentali, materiali, immateriali e patrimoniali non soggette a participation exemption, se posseduti da almeno 5 anni.
Iperammortamento vincolato alle comunicazioni al GSE
Il disegno di legge di Bilancio 2026 (art. 94) reintroduce l'iperammortamento per gli investimenti Industria 4.0, sostituendo i crediti d'imposta previsti dalla L. 178/2020. L'iperammortamento non è utile alle aziende in perdita, poiché aumenta solo la quota ammortizzabile senza vantaggi finanziari immediati. Le comunicazioni al GSE rimangono necessarie per accedere all'agevolazione, anche se non è ancora chiaro se saranno preventive, consuntive o uniche a fine investimento.
Aliquota Iva minima del 4% in edilizia
In Italia, l'aliquota Iva minima del 4% si applica soprattutto alle operazioni legate all'edilizia abitativa, in particolare alla “prima casa”, secondo i requisiti previsti dalla normativa vigente. Nel settore immobiliare prevale l’aliquota agevolata del 10%, mentre il 22% riguarda abitazioni di lusso, terreni edificabili e alcuni fabbricati strumentali. L’aliquota minima si usa sia per l’Iva sugli acquisti imponibili sia per l’imposta di registro del 2% sugli acquisti non soggetti a Iva.
Trasparenza sull’uso di AI in azienda
L'art. 11 L. 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, disciplina l'uso dell'AI nel diritto del lavoro e impone alle aziende di informare chiaramente lavoratori e sindacati sul funzionamento degli algoritmi utilizzati nella gestione del personale. Rimanda all'art. 1-bis, D.Lgs. 152/1997 (Decreto Trasparenza), che obbliga i datori a fornire informativa scritta e dettagliata sull'impiego di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati. L'art. 19 dello stesso decreto prevede sanzioni affidate all'Ispettorato nazionale del lavoro; la mancata informazione può comportare anche violazioni della privacy se non viene rispettato il Gdpr.
Rinuncia alla proprietà immobiliare
Il disegno di legge di Bilancio 2026 (art. 129, c. 13) stabilisce che la rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare è nulla se non accompagnata da documentazione conforme alle normative vigenti, inclusa quella urbanistica, ambientale e sismica. Questa norma contraddice la recente sentenza della Cassazione (Sezioni Unite, n. 23093/2025), secondo cui l’acquisizione a favore dello Stato avviene per legge, indipendentemente dalla rinuncia formale. L’atto di rinuncia è un atto unilaterale con effetto dismissivo, valido anche senza comunicazione allo Stato, ma è comunque consigliabile informare il destinatario per questioni legate alla responsabilità sulla custodia del bene (artt. 2051–2053 c.c.).
Conferimenti di quote di Holding
Con il D.Lgs. 192/2024, il conferimento a realizzo controllato ex art. 177, c. 2 Tuir non segue più l’approccio trasparente esteso, ma considera solo le partecipazioni detenute dalla holding e dalle sue subholding controllate. I vantaggi restano anche se la società conferitaria non acquisisce né aumenta il controllo sulla partecipata, purché siano rispettate entrambe le condizioni del comma 2-bis. Tuttavia, rimangono incertezze applicative per i conferimenti di holding, motivo per cui, nel parere del 30.09.2025 della commissione Finanze del Senato sul decreto correttivo Ires-Irpef (A.G. 292), si suggerisce di allineare la norma alla relazione illustrativa del D.Lgs. 192/2024.
Rivalutazione quote e terreni entro il 1.12.2025
Entro il 1 dicembre 2025, si possono rivalutare partecipazioni e terreni posseduti al 1 gennaio 2025. Per le quote sociali serve una perizia giurata entro la stessa data e il versamento dell’imposta sostitutiva del 18% sul valore stimato. La rivalutazione di solito si fa in vista di una vendita, per abbassare o azzerare la plusvalenza: il valore periziato tende a coincidere con il prezzo di vendita.