Codice incentivi: novità su accesso facilitato a contributi e agevolazioni fiscali
Il Codice degli incentivi, la cui entrata in vigore è prevista per il 2026, introduce una semplificazione nell’accesso ai contributi e definisce dei "bandi-tipo" orientati a favorire investimenti in ambito ESG, parità di genere e rating di legalità. Relativamente alle agevolazioni fiscali, viene effettuata una distinzione tra crediti d’imposta automatici e valutativi.
In un periodo di grande cambiamento delle leggi italiane, il D.Lgs. 184/2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 10 dicembre 2025, introduce il nuovo "Codice degli incentivi", segnando un passo significativo per l’economia nazionale. Dal 1° gennaio 2026, questo Codice mira a trasformare il rapporto tra Stato e imprese, offrendo regole unificate e digitalizzate per tutte le forme di sostegno pubblico.
Il Codice degli incentivi riserva particolare attenzione alle agevolazioni fiscali, distinguendo rigorosamente tra le misure che richiedono un'istruttoria tecnica e quelle di fruizione automatica:
- incentivi fiscali con valutazione: le agevolazioni sottoposte a istruttoria tecnica, economica o finanziaria sui requisiti del proponente sono integralmente disciplinate dal nuovo Codice. Restano comunque applicabili le specifiche normative di settore in relazione alle modalità di utilizzo, ai controlli e alle procedure di recupero delle somme in caso di illegittimità;
- crediti d'imposta automatici: per tali crediti, privi della necessità di istruttoria preventiva, la fruizione è ora vincolata all'obbligo di una comunicazione preventiva. Il soggetto richiedente deve dichiarare l'importo totale dell'agevolazione e la presumibile ripartizione annuale;
- monitoraggio e trasparenza: gli enti competenti sono tenuti a trasmettere mensilmente al Ministero dell’Economia e delle Finanze i dati relativi alle comunicazioni ricevute, al fine di garantire un costante monitoraggio dei saldi di finanza pubblica;
- registrazione RNA: le agevolazioni assimilabili ad aiuti di Stato o erogate in regime de minimis possono essere attivate esclusivamente previa registrazione nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA) e nei registri SIAN e SIPA;
- esclusioni specifiche: restano escluse dalla nuova disciplina generale le agevolazioni fiscali in materia di accise, che continuano a essere regolate esclusivamente dalle disposizioni settoriali vigenti.
Il Codice degli incentivi stabilisce un linguaggio normativo uniforme e specifica chiaramente cosa si intende per agevolazione, ovvero un beneficio economico proveniente da risorse pubbliche che può manifestarsi in varie modalità:
- contributi a fondo perduto: comprendono contributi destinati agli impianti, al capitale, alla copertura delle spese, alla gestione oppure agli interessi;
- finanziamenti agevolati: consistono in prestiti concessi a tassi di interesse inferiori rispetto a quelli di mercato;
- garanzie su operazioni finanziarie: prevedono che il rischio di mancato pagamento venga trasferito dal finanziatore a uno strumento pubblico;
- interventi nel capitale di rischio: riguardano investimenti sotto forma di equity o quasi equity;
- agevolazioni contributive: includono riduzioni di contributi legate alla gestione dei rapporti di lavoro.
Il fulcro della riforma è rappresentato dal sistema Incentivi Italia, un catalogo che integra servizi digitali interoperabili tra il Registro Nazionale degli Aiuti (RNA) e la piattaforma Incentivi.gov.it.
Attraverso questa piattaforma sarà possibile individuare gli incentivi più appropriati grazie a soluzioni di intelligenza artificiale, consultare i cronoprogrammi delle aperture e accedere direttamente ai bandi di riferimento.
Il sistema offrirà supporto alle amministrazioni nella stesura dei bandi, nella classificazione delle voci di spesa e nel monitoraggio del rispetto del divieto di cumulo delle agevolazioni.
Per ridurre la frammentazione degli interventi, il Codice prevede strumenti rigorosi di pianificazione:
- Programma degli Incentivi: ogni amministrazione centrale deve predisporre un Programma che definisca gli obiettivi strategici, il calendario delle attività e il quadro finanziario;
- Tavolo Permanente degli Incentivi: questo organismo, istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), funge da punto di incontro stabile tra Stato e Regioni per coordinare le politiche industriali e promuovere collaborazioni territoriali. Si riunisce almeno due volte l’anno: a gennaio per consolidare gli orientamenti e a luglio per programmare l’anno seguente.
Il Codice stabilisce regole chiare e rigorose per la partecipazione ai bandi:
- bando-tipo: viene introdotto un modello di bando standard per rendere omogenee le condizioni di ammissibilità, le spese consentite e le modalità di erogazione;
- partecipazione dei lavoratori autonomi: quando compatibile con gli obiettivi dell’incentivo, professionisti e lavoratori autonomi possono partecipare alle stesse condizioni delle PMI, eliminando requisiti burocratici inutili per la loro attività;
- soccorso istruttorio: è possibile correggere mancanze documentali non essenziali, ma non si possono sanare omissioni che rendano incerta l’identità del proponente o la mancanza di documenti obbligatori a pena di inammissibilità.
Per poter beneficiare delle agevolazioni, le spese devono essere pertinenti all’operazione, attribuibili a essa e correttamente registrate in contabilità.
Ogni operazione va identificata tramite il Codice Unico di Progetto (CUP), che è obbligatorio inserire su tutte le fatture elettroniche e i documenti di spesa; la sua assenza può rendere la spesa non ammissibile.
L’utilizzo di costi standardizzati è incoraggiato per alleggerire gli adempimenti di rendicontazione richiesti alle imprese.
L'erogazione dei fondi può essere effettuata in tranche corrispondenti agli stati di avanzamento (SAL) oppure mediante il versamento di un importo unico. L’anticipo dei fondi è consentito previa presentazione di idonee garanzie fideiussorie o assicurative. In ogni fase del procedimento, le autorità competenti possono svolgere ispezioni in loco al fine di verificare la permanenza dei requisiti richiesti e il rispetto del divieto di delocalizzazione.
Per la prima volta, gli incentivi vengono valutati attraverso un processo sistematico:
- valutazione ex ante: serve a verificare se l'intervento è necessario prima di attivarlo;
- valutazione in itinere e ex post: consente di misurare l'efficacia sociale, economica e ambientale delle misure e di decidere se mantenerle o rifinanziarle.
Il ruolo delle Regioni e Autonomie Speciali
La riforma garantisce il rispetto dell'autonomia delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, prevedendo che la sua applicazione avvenga nel rispetto dei relativi statuti. Le Regioni a statuto ordinario sono vincolate all'osservanza dei principi stabiliti dal Codice, mantenendo al contempo la facoltà di determinare gli incentivi in funzione delle specificità del proprio territorio.
L'applicazione del Codice e l'attività dei nuovi organismi, come il Tavolo Permanente, devono avvenire senza creare ulteriori costi per la finanza pubblica, utilizzando esclusivamente le risorse umane e materiali già a disposizione.
Tutte le norme previste dal D.Lgs. 184/2025 entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2026. Entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore, dovranno essere approvati i decreti attuativi necessari a stabilire i modelli di programmazione e i protocolli tecnici relativi ai servizi digitali.