Cambiati gli importi massimi detraibili per l’università nel 2025
In conformità con l'art. 15 comma 1 lett. e) del TUIR, le spese sostenute per tasse e contributi di iscrizione ai corsi universitari, sia presso università statali che non statali, sono detraibili dall'IRPEF lorda nella misura del 19%. Relativamente alle università non statali, vengono annualmente stabiliti i limiti massimi delle spese di frequenza ammesse alla detrazione; qualsiasi importo eccedente tali limiti non risulta detraibile.
Per la dichiarazione dei redditi di quest'anno (modelli REDDITI PF 2026 e 730/2026), il DM del 30 dicembre 2025, pubblicato sulla G.U. del 27 marzo 2026 n. 72, ha stabilito i nuovi importi massimi detraibili per il periodo d'imposta 2025. Questi importi sono diversi da quelli previsti dal 2021 al 2024: rispetto al 2024, il limite di detrazione è stato abbassato per i corsi dell’area "medica" e aumentato per quelli dell’area "sanitaria".
Per il 2025, si deve considerare sia l’area disciplinare del corso presso università non statali sia la zona geografica della sede (Nord, Centro, Sud, Isole).
- Sud e Isole: Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
- Centro: Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio;
- Nord: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria ed Emilia Romagna;
- Area umanistico-sociale: soglia di 3.200 euro nel Nord, 2.750 euro al Centro (era 2.800 euro) e 2.550 euro per Sud e Isole (era 2.500 euro).
- Area scientifico-tecnologica: massimo di 3.700 euro nel Nord, 2.900 euro al Centro e 2.600 euro per Sud e Isole.
- Area sanitaria: tetto di 4.100 euro nel Nord (prima 3.900 euro), 3.100 euro al Centro (era 2.900 euro) e 3.050 euro per Sud e Isole (era 2.700 euro).
- Area medica: limite di 3.600 euro nel Nord (precedentemente 3.900 euro), 2.900 euro al Centro (era 3.100 euro) e 2.650 euro per Sud e Isole (era 2.900 euro).
Per l'anno 2025, il tetto massimo detraibile al 19% per tasse e contributi di iscrizione ai corsi universitari non statali varia a seconda dell'area disciplinare e della zona geografica.
Per il 2025, la detrazione massima delle spese universitarie non statali per dottorati, specializzazioni e master è: 4.100 euro al Nord (in aumento rispetto ai 3.900 euro fino al 2024), 3.100 euro al Centro e 3.050 euro al Sud/Isole (in aumento rispetto ai 2.900 euro fino al 2024).
Tra le spese detraibili, rispettando i limiti massimi indicati, rientrano ad esempio le tasse di immatricolazione e iscrizione, le soprattasse per gli esami di profitto o di laurea, la quota per la partecipazione ai test di accesso, e altre spese simili.
Agli importi massimi agevolabili menzionati si aggiunge l’importo relativo alla tassa regionale per il diritto allo studio universitario, ai sensi dell’art. 3 commi 20-23 della L. 549/95; le spese riferite a tale tassa regionale risultano pertanto detraibili senza incidere sul limite massimo agevolabile. In conformità all’art. 15 comma 2 del TUIR, tali spese sono comunque detraibili anche se sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico definiti dall’art. 12.
Si ricorda che le spese sostenute nel 2025 per la frequenza di corsi di istruzione universitaria, detraibili nella misura del 19% ai sensi della lett. e) dell’art. 15, comma 1, del TUIR, sono soggette sia alle disposizioni dell’art. 16-ter del TUIR, che a decorrere dal 1° gennaio 2025 introducono nuovi limiti per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, sia a quelle previste dall’art. 1, comma 629, della L. 160/2019, che dal 1° gennaio 2020 stabiliscono la parametrazione per i soggetti con reddito complessivo superiore a 120.000 euro.