Approvata la prima normativa italiana sull’Intelligenza Artificiale
L'Italia ha approvato la prima legge quadro nazionale sull'Intelligenza Artificiale, denominata DDL 1146-B, in conformità con il Regolamento UE 2024/1689. La nuova legge stabilisce una serie di principi fondamentali relativi allo sviluppo dell'IA, tra cui la centralità della persona e un approccio antropocentrico basato su diritti fondamentali, libertà costituzionali, trasparenza, sicurezza, protezione dei dati personali e non discriminazione. La normativa mira a regolare le opportunità offerte dall'intelligenza artificiale e a monitorare i rischi economici, sociali e l'impatto sui diritti individuali.
Tutte le disposizioni sono interpretate in conformità al Regolamento UE 2024/1689 e la normativa nazionale non intende introdurre nuovi obblighi rispetto a quelli già sanciti dal quadro europeo, ma fornire un insieme di principi e regole operative per il contesto interno. Il testo fornisce definizioni precise di sistema di intelligenza artificiale, modelli di IA e dati, rinviando al regolamento europeo per gli aspetti non espressamente disciplinati. Viene specificato che lo sviluppo e l’impiego dell’IA devono garantire il rispetto dell’autonomia decisionale umana, la prevenzione dei danni, la spiegabilità e la sorveglianza umana.
Il tema della protezione dei dati personali è regolato affinché l'utilizzo dell'IA avvenga in modo lecito, trasparente e conforme alle finalità di raccolta, fornendo agli utenti informazioni chiare e garantendo il diritto di opposizione. L'accesso alle tecnologie IA da parte dei minori di 14 anni richiede il consenso dei genitori; dai 14 anni in avanti, il consenso può essere autonomo a condizione che le informazioni siano comprensibili.
La normativa stabilisce che Stato e autorità pubbliche hanno un ruolo nella promozione dello sviluppo e dell'impiego dell'IA, nella creazione di un mercato competitivo ed equo, nell'accesso ai dati di qualità e nel favorire la collaborazione tra impresa, ricerca e centri di trasferimento tecnologico. Viene inoltre disciplinata la sovranità tecnologica, lo sviluppo delle infrastrutture nazionali e la sicurezza dei dati.
Specifiche disposizioni disciplinano l'impiego dell'intelligenza artificiale nell'ambito della sicurezza e della difesa nazionale, demandando la definizione operativa a regolamenti attuativi e al coordinamento tra l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e l'Autorità Digitali (AgID). Le attività svolte per finalità di sicurezza e difesa sono escluse dal campo di applicazione della normativa, pur dovendo rispettare i diritti fondamentali.
La legge regola l'utilizzo dell'IA in molteplici settori:
- Sanità: l'IA è riconosciuta come strumento atto a migliorare diagnosi, cura, prevenzione e inclusione delle persone con disabilità, garantendo comunque che la decisione finale spetti al personale sanitario. Sono previsti spazi dedicati alla sperimentazione e piattaforme nazionali gestite da AGENAS, nel rispetto della privacy e della sicurezza dei dati personali;
- Pubblica Amministrazione: l'adozione dell'IA è volta ad aumentare efficienza, tempestività e qualità dei servizi, assicurando trasparenza, tracciabilità delle decisioni automatizzate e responsabilità umana sulle determinazioni assunte;
- Giustizia: tutte le decisioni restano prerogativa del magistrato; l'IA può essere utilizzata per il supporto alle attività amministrative e all’efficientamento dei processi giudiziari, con particolare attenzione alla formazione digitale dei magistrati;
- Lavoro: vengono promosse l'applicazione dell'IA per il miglioramento delle condizioni lavorative, della produttività e della sicurezza, nel rispetto del principio di non discriminazione, della tutela della dignità umana e della riservatezza. È istituito un Osservatorio specifico per l’adozione dei sistemi di IA nel mondo del lavoro, incaricato di definire strategie, monitorare gli impatti e promuovere iniziative formative.
La legge autorizza investimenti fino a un miliardo di euro per il sostegno delle PMI e delle imprese innovative nei settori dell'intelligenza artificiale, della cybersicurezza e del calcolo quantistico, attraverso fondi di venture capital, poli di trasferimento tecnologico e programmi di accelerazione. Sono previste misure per incentivare la ricerca e il trasferimento tecnologico, coinvolgendo università, enti pubblici e ITS Academy.
La legge designa AgID e ACN come Autorità nazionali per l'Intelligenza Artificiale, con responsabilità rispettivamente sull'innovazione e sulla cybersicurezza, in coordinamento con Banca d'Italia, CONSOB e IVASS per la vigilanza sui mercati. È istituito un Comitato di coordinamento interministeriale incaricato di indirizzare, monitorare e promuovere le attività di ricerca, sviluppo e formazione sull'intelligenza artificiale.
Il Governo è incaricato di adottare, entro dodici mesi, i decreti legislativi necessari per adeguare la normativa nazionale al Reg. UE 2024/1689, assegnando alle Autorità poteri di vigilanza, ispezione e sanzione. Verranno regolati i casi di utilizzo illecito dell'intelligenza artificiale, introdotte nuove categorie di reato e stabiliti i criteri di responsabilità penale e civile. Sono previsti anche percorsi di alfabetizzazione digitale, formazione nelle professioni e sviluppo delle competenze STEM. Il testo include disposizioni per la tutela degli utenti e dei diritti d'autore, con strumenti per inibire e rimuovere contenuti illeciti generati dall'IA, meccanismi sanzionatori e criteri di ripartizione dell'onere della prova in caso di danni causati dall'uso di sistemi di IA.
Con questa legge, l'Italia si posiziona tra i leader europei nella regolamentazione dell'Intelligenza Artificiale, bilanciando innovazione tecnologica con la tutela della persona, la privacy e i diritti fondamentali. Il testo, prodotto attraverso un processo parlamentare condiviso e il dialogo con vari stakeholder, offre una base per una crescita sostenibile e competitiva nell'ambito dell'IA.