Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva
La Circolare 26/2026 introduce gli ISAC (Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva), un sistema utilizzato dall’INPS per contrastare il lavoro sommerso. Nella fase di prova si valuterà l’efficacia dello strumento.
L’INPS, attraverso la Circolare 6 marzo 2026 n. 26, ha fornito le prime istruzioni operative riguardanti gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva (ISAC), uno strumento destinato a modificare le modalità di analisi delle posizioni contributive dei datori di lavoro. Questa innovazione rappresenta un cambiamento nel sistema previdenziale, introducendo, anche nell’ambito contributivo, metodologie basate su indicatori sintetici e sull’integrazione delle banche dati amministrative, secondo un modello già applicato in ambito fiscale con gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA).
Questo intervento rientra tra le iniziative delineate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finalizzate al potenziamento delle politiche di contrasto al lavoro sommerso e alla promozione della compliance contributiva.
Gli ISAC rappresentano indicatori statistico-economici sviluppati tramite una metodologia che integra dati di natura fiscale e contributiva, finalizzata alla verifica della coerenza tra l’attività economica dichiarata e la forza lavoro effettivamente impiegata dal datore di lavoro. Il sistema di analisi si fonda sull’elaborazione di dati provenienti da diverse fonti amministrative: da una parte i dati fiscali contenuti nei Modelli ISA, dall’altra i dati contributivi disponibili nei flussi UniEmens, arricchiti da ulteriori informazioni derivanti dalle comunicazioni obbligatorie relative ai rapporti di lavoro e ai lavoratori somministrati. L’obiettivo principale consiste nel costruire una serie di indicatori in grado di correlare specifiche grandezze economiche dell’impresa al fattore lavoro impiegato nello svolgimento dell’attività.
Secondo l’Istituto, i vari indicatori creati dal modello permettono di valutare il rapporto tra beni strumentali e numero di lavoratori, il costo dei prodotti o servizi per ogni addetto, la distribuzione delle tipologie contrattuali impiegate e possibili incoerenze tra dati fiscali e quelli provenienti dalle denunce contributive. Oltre a questi, viene anche elaborato un indicatore complesso utilizzando modelli econometrici, che calcolano la forza lavoro teorica necessaria per svolgere l’attività economica; ciò permette di confrontare questa stima con le giornate lavorative effettivamente registrate nei flussi contributivi. L’esito dell’analisi non implica automaticamente una situazione di irregolarità contributiva, ma segnala eventuali differenze rispetto ai valori considerati normali.
La circolare precisa che l’implementazione degli ISAC avverrà in una fase iniziale di sperimentazione. A partire dal 1° gennaio 2026, lo strumento sarà applicato a due settori economici specifici, identificati mediante decreto interministeriale: il commercio all’ingrosso alimentare e le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. La selezione di questi comparti costituisce il punto di partenza per un percorso volto all’estensione graduale degli indici ad ulteriori settori economici nei prossimi mesi. In questa prima fase, le elaborazioni saranno basate sui dati dell’anno 2023 e permetteranno all’Istituto di avviare il monitoraggio dell’efficacia degli indicatori e delle relative dinamiche applicative.
In seguito alle elaborazioni effettuate, l’INPS trasmetterà ai datori di lavoro interessati una comunicazione di compliance contenente i risultati degli indicatori calcolati. Tale comunicazione specifica, per ciascun indicatore, il valore di riferimento considerato normale, l’esito dell’analisi e la stima delle giornate lavorative necessarie per rientrare nella fascia di normalità. La lettera non costituisce un atto di accertamento né comporta automaticamente l’individuazione di irregolarità contributiva; rappresenta esclusivamente uno strumento informativo che consente al datore di lavoro di verificare la propria posizione sulla base dei dati elaborati dall’Istituto.
Le aziende che riceveranno la comunicazione potranno valutare i possibili scostamenti segnalati e, se necessario, inviare risposte all’Istituto tramite il sistema di comunicazione bidirezionale disponibile nel cassetto previdenziale del contribuente. In questo spazio sarà possibile motivare gli scostamenti, segnalare le azioni correttive già effettuate nei flussi UniEmens o richiedere chiarimenti sui dati utilizzati per calcolare gli indicatori. Se si dovesse riscontrare la necessità di regolarizzare alcune posizioni contributive, le aziende potranno inviare i flussi UniEmens di regolarizzazione seguendo la procedura predisposta per le regolarizzazioni da attività di compliance.
La configurazione del sistema evidenzia un significativo collegamento con il Modello degli ISA fiscali. Il perimetro di applicazione degli ISAC corrisponde infatti a quello degli Indici Sintetici di Affidabilità adottati dall'Agenzia delle Entrate, e gran parte delle informazioni impiegate per la determinazione degli indicatori contributivi proviene dai dati riportati nei Modelli ISA.
La fase iniziale di applicazione permetterà di analizzare come il Modello opera e in che modo le comunicazioni di compliance si integrano nel rapporto tra aziende, intermediari e l'Amministrazione previdenziale.